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Venezia. Fotografa e denuncia i tassisti
abusivi: pestato a sangue in piazzale Roma
Torna lo spettro del racket degli scafisti: il 35enne aggredito
dopo che aveva più volte documentato abusi e situazioni illegali
di Monica Andolfatto
VENEZIA - Aggredito e pestato selvaggiamente in piazzale Roma a Venezia, sullo sfondo della "guerra" mai dichiarata ma sempre in atto fra "regolari" e "abusivi". Sarebbe questo il contesto in cui è maturato il pestaggio di R.G., veneziano di 35 anni, noleggiatore della Cooperativa Santa Lucia finito all’ospedale con il braccio sinistro fratturato e lividi in tutto il corpo. Ne sono convinti l’avvocato Maria Rosa Cozza e Luca Padoan, rispettivamente legale e presidente del Coordinamento noleggi e taxi acquei, associazione di cui la vittima è fondatore e principale attivista.
Ed è proprio all’impegno civile e sindacale del trentacinquenne che viene ricondotto il movente di quella che appare una sorta di spedizione punitiva. L’agguato alle cinque di giovedì pomeriggio, nei pressi della stazione del Magistrato alle Acque. È lì che G.R. viene attirato da un coetaneo impiegato in una società con licenza "rossa" e sede fuori comune. Prima le offese e le minacce e poi i pugni e i calci. La vittima cerca di difendersi come può ma nessuno - come si legge nell’esposto querela che verrà presentato oggi - nonostante l’ora e nonostante il luogo, lo soccorre: «Cussì ti impari a far el fotografo, e desso ogni volta che te vedo, te batiso».
Il referto rilasciato dal medico del pronto soccorso registra la brutalità dell’attacco fisico culminato al termine di una serie pressoché quotidiana di intimidazioni e ingiurie: G.R. è stato dimesso con l’arto superiore ingessato e il terrore di poter essere nuovamente malmenato nell’indifferenza più totale, magari dettata dalla paura che ancora incutono certi soggetti parenti e amici di pregiudicati, alcuni dei quali tuttora in carcere.
«A dar fastidio - conferma l’avvocato Cozza - è l’attività di denuncia e di documentazione anche fotografica di abusi e situazioni illegali che R.G. svolge quale componente dell’associazione a tutela di chi svolge il trasporto in laguna seguendo le regole e nel rispetto della concorrenza leale». Un episodio gravissimo che riporta a galla lo spettro del racket degli scafisti, finiti alla sbarra in tribunale nell’ambito del processo "Tronchetto" segnato da condanne esemplari, ma non sufficienti - a quanto pare - a eliminare alla radice il problema.
Lunedì 11 Aprile 2011 - 09:25 Ultimo aggiornamento: 09:36
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono presenti 15 COMMENTI ► VISUALIZZA TUTTI I COMMENTI Scrivi un commento
Beata la terra che non ha bisogno di eroi - Bertolt Brecht
Questa è una pagina triste per Venezia, che va presa con la massima serietà.
Una persona ha dovuto esporsi in prima persona per difendere il prorio lavoro svolto secondo le regole, e per questo è rimasta indifesa e sola contro la violenza dell'illegalità. Tutto questo è indegno di una società che si dice civile e va stroncato al più presto.
Spero che le forze dell'ordine assicurino alla giustizia l'aggressore ed i suoi complici. Di fronte a questi episodi bisogna restare vigili, evitare che quello che è successo sia derubricato come rissa tra due contendenti. I mafiosi devono sapere subito che hanno di fronte non una persona sola ma una città che non vuole girare la testa dall'altra parte.
commento inviato il 11-04-2011 alle 10:38 da siortodarobrontolon
Cinesi?
Tornata a Venezia dopo 6 anni: che tristezza vedere i souvenir venduti dai CINESI, dal Tronchetto a Piazza San Marco.
E poi il racket del taxi.
Ma dove stiamo andando?
E ci lamentiamo della crisi?Ci facciamo soffiare il NOSTRO bene da sotto il naso.
Cerchiamo di cambiare!svegliamoci!!informiamoci prima che sia troppo tardi!
Non facciamo fregare dalle notizie idiote che ci propinano giorno dopo giorno!
Salviamo l'Italia!
commento inviato il 11-04-2011 alle 10:34 da Valentina
Che schifo...da sempre i tassisti abusivi erano e sono sinonimo dimafia lagunare, dai tempi della banda Maniero e dei vari malavitosi locali ora morti e sepolti, come i f.lli Massimo e Maurizio Rizzi, Millo "Marziano". Erano i tassisti abusivi che alimentavano di eroina Venezia dalla riviera del Brenta. Ora quei tempi sono passati, albanesi
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