
Rai, Lorenza Lei prima donna
direttore generale, mercoledì la nomina
ROMA - Lorenza Lei è stata designata all'unanimità dal consiglio di amministrazione della Rai come nuovo direttore generale al posto del dimissionario Mauro Masi.
Per domani alle 11 è convocata l'assemblea totalitaria dei soci, cioè il Tesoro che controlla la Rai, per raggiungere l'intesa sul nome del nuovo dg prevista dalla legge. Se non ci saranno intoppi, a seguire, alle 12, tornerà a riunirsi il cda per la ratifica definitiva. Ieri Masi, nominato giovedì scorso amministratore delegato della Consap, dopo aver formalizzato le dimissioni dal ruolo di direttore generale - con una lettera consegnata al presidente, Paolo Garimberti, e al collegio sindacale - è andato al Tg1 e per respingere le accuse di prendere «ordini da fuori» e di «essere un censore».
Lorenza Lei, bolognese, 50 anni, sposata con un figlio, appassionata di lavorazione del vetro, conosce già molto bene il settimo piano piano di Viale Mazzini. Prima di diventare nel 2009 vicedirettore generale con delega alle Risorse artistiche, era infatti stata più volte a capo dello staff della direzione generale sia durante il mandato di Angostino Saccà, che in quello di Flavio Cattaneo e Alfredo Meocci.
Cresciuta al marketing della maison Valentino, Lei è entrata in Rai negli anni '90 a Raiuno. Della rete ammiraglia è diventata capostruttura di finanza, pianificazione e controllo. Negli stessi anni è stata responsabile organizzativa della struttura Rai per il Giubileo. Successivamente ha seguito Agostino Saccà (che da direttore di Raiuno l'aveva chiamata in Rai) alla direzione generale, diventando capo dello staff della direzione generale. In questo ruolo la Lei è stata poi confermata da altri due direttori generali, sia da Flavio Cattaneo che da Alfredo Meocci. Lei aveva inoltre assunto l'interim della direzione Risorse Artistiche dopo che Alessio Gorla aveva lasciato l'azienda. Alla direzione Risorse Artistiche è poi rimasta a lungo ottenendo la delega su quest'area aziendale anche quando è stata nominata vicedirettore generale nel 2009.
Una donna che conosce a menadito i bilanci aziendali e il piano industriale per averci lavorato più di tutti gli altri vicedirettori generali. Lei, stando a quanto raccontano, è una donna molto determinata, decisamente aziendalista e con le idee chiare. È stimata e benvoluta dal segretario di Stato Vaticano cardinale Tarcisio Bertone e benvoluta anche dal premier che ora confida di veder scemare le polemiche intorno a Viale Mazzini. Insomma è una manager che conosce a menadito le dinamiche aziendali: la persona adatta a prendere la macchina in corsa e guidarla. Per gli stessi motivi c'è chi dice che non avrà alibi per fare le cose al meglio. Già nelle ultime settimane, raccontano in Viale Mazzini, si è comportata da direttore generale in pectore. Ha fatto i suoi colloqui, i suoi piani e che chi dice che abbia già chiarissimo quale sarà il suo staff nel nuovo incarico.
«Ho proposto al consiglio di amministrazione Lorenza Lei per la nomina a Direttore generale della Rai perché ritengo possa rappresentare quello che definirei un direttore generale di garanzia», ha detto il presidente della tv pubblica, Paolo Garimberti. «Credo - ha aggiunto - che in questo particolare momento ci sia la necessità di una scelta improntata a logiche di tipo aziendale, manageriali, basate su criteri legati alla conoscenza dei problemi e all'esperienza professionale». «Occorre rimboccarsi subito le maniche e, dal mio punto di vista, chi già conosce l'azienda ha dalla sua una maggiore forza e può contribuire più rapidamente a far ritrovare quello spirito unitario di gruppo che ha sempre contraddistinto la Rai nei momenti di difficoltà. In questa chiave, l'unanimità registrata sulla proposta è un buon segnale», ha aggiunto Garimberti.
«Una scelta rapida, interna, unanime e che oltretutto per la prima volta premia una donna. L'Usigrai plaude al metodo che ha portato oggi alla proposta di nomina di Lorenza Lei direttore generale della Rai». Lo dice l'Usigrai, il sindacato dei giornalisti dell'azienda «Speriamo - aggiunge l'organizzazione - che questo segni l'inizio di una nuova era nell'azienda di servizio pubblico e di un nuovo metodo di lavoro. In particolare, l'unanimità rappresenta un forte segnale di discontinuità, che auspichiamo diventi la regola in tutte le decisioni a partire dalle nomine delle direzioni di testata, segnando il superamento di una divisione che per troppo tempo ha paralizzato la Rai. Auguriamo buon lavoro a Lorenza Lei, professionista stimata, che arriva alla guida dell'azienda di Viale Mazzini in un momento di particolare difficoltà. Urgente aprire un serio confronto sul piano industriale e assumere decisioni sulla digitalizzazione e sul web, prima che i ritardi con la concorrenza diventino incolmabili. Così come è urgente il rilancio del servizio pubblico radiotelevisivo, che passa - conclude il sindacato - anche attraverso una riaffermazione del pluralismo e della qualità dell'informazione».
«L'indicazione di Lorenza Lei alla guida della Rai rappresenta una grande opportunità per il servizio radio televisivo pubblico. Una scelta che premia una donna di grande competenza, aziendalista, e che riconosce senza dubbio la dedizione con la quale in questi anni ha lavorato per la crescita della Rai». È l'opinione del presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
«Lorenza Lei chiuda definitivamente la devastante era Masi e assicuri alla Rai una gestione finalmente all'insegna dell'autonomia e del pluralismo». Lo chiede il senatore Pancho Pardi, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza.
Martedì 03 Maggio 2011 - 19:02 Ultimo aggiornamento: 21:26
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COMMENTI (2) Ordina Scrivi
Non la conosco ma sono contento
Non vorrei sbagliarmi ma secondo me potrà svolgere bene il suo incarico, le donne che arrivano in alto dimostrano sempre di avere quelle palle che molti loro colleghi uomini non hanno. Dovrà dimostrare di non essere succube di un padrone (leggi B.) che in un'azienda pubblica non deve esserci. E quando lo dimostrerà dovrà difendersi dal metodo Boffo che le riserveranno i vari tirapiedi del peggior presidente del consiglio di tutti i tempi. Oppure palesemente e spudoratamente si genufletterà al re nudo.
commento inviato il 03-05-2011 alle 19:41 da commento # 185
E' Lei o non è Lei?
Molto vicina a Saccà, Gianni Letta, Cattaneo e Meocci. Stimata anche dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e dal segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Cattolica dichiarata.
Da Masi a Lei on è cambiato nulla: la guerra a Santoro, Floris, Fazio, Gabanelli, Dandini ecc. continua.
commento inviato il 03-05-2011 alle 19:25 da xyz
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