A ruba i baby kamikaze
Ma sì, gustiamoci un "blow job", che a tradurlo significa pompino e in realtà è un cocktail a base di vodka ghiacciata e Baileys. Volendo, c'è anche il "madness", in italiano "pazzia", mix di assenzio e menta, il "baby kamikaze" o lo "shottino" di rum e pera, vero must perugino: da Mania, take away che si affaccia sul Duomo, lo danno a un euro sul gfottino di plastica, accessorio notturno irrinunciabile, insieme ai giubbotti maschili e alle minigonne femminili, per i ragazzi che bivaccano in piazza IV novembre. Tutti insieme a "sbimbocciare": universitari in corso, punkabbestia, "sfattoni", come chiamano chi non si acconte di qualche canna: E naturalmente gli stedenti Erasmus, anzi "Orgasmus", com'è stato battezzato in tutta Europa, vista la spensieratezza sessuale del programma formativo all'estero. Perugia non è la "Sodoma accademica" e certi eccessi non sono diversi da quelli di Firenze e Roma, come ripetono gli amministratori alle prese con l'assassinio della studentessa Meredith Kercher. "Resta un felice microcosmo multietnico, altro che supermarket della droga e dei festini", sostiene il rettore dell'Università per stranieri Stefania Giannini. Nella città da 150.000 abitanti e 34.000 studenti ci si può semplicemente divertire. Ma lo sballo, per chi lo cerca, è a portata di mano. Dai cocktail evocativi alle canne, tutto - proprio tutto - è concentrato nelle stradine del Centro. Dove i perugini non vivono più: meglio andarsene fuori delle mura e affittare agli studenti, a 200 euro a posto letto.
Un business, cui concorrono anche discoteche e pub, una miriade, tutti elencati da Puntoggì, guida studentesca gratuita, che mira agli universitari. Soprattutto fuorisede e stranieri, più determinati a divertirsi, "tanto fuori casa non ti controlla nessuno", racconta a Panorama la finlandese Heidi, 28 anni, che studia comunicazione, lavora alla boutique Timbewrland e vive col fidanzato: prima divideva l'appartamento con altri 12 erasmiani e a lezione ci andavano in pochi, "mica c'è l'obbligo di frequenza". Viveva addirittura in una casa con 18 studenti in una casa ribattezzata "la comune" Zachary Nowak, 30 anni, l'americano che a pochi giorni dal delitto ha pubblicato il suo profetico Assassinio a Perugia, ambientato tra gli studenti.
Nell'Università por stranieri gli studenti del resto del mondo sono 6mila, più i 500 americani dell'Umbria Institute e agli altrettanti europei dell' Erasmus. Le serate cominciano alle 22, volendo si può fare mattina: i pub restano aperti fino alle 2 le discoteche come il Domus delirii ed il Velvet fino alle 5. Il business degli erasmiani lo dominano Esteban Garcia Pascual e Pasquale Alessi detto Pisco, il primo argentino, il secondo calabrese, rispettivamente proprietari della Tana dell'Orso e del Merlin. Tutte le sere dalle 22, Esteban organizza lo "student happy hour" ( due birre al prezzo di una) e alla bevanda dedica anche il Beer Challenge, vince chi ne beve di più, con le targhette dei recordmen in bacheca, tutti americani. Pisco si è inventato i lunedì Erasmus, il prossimo dedicato agli spagnoli ed al loro Calimocho, vino rosso e Coca-cola. E quindi i martedì per i single, i giovedì "rum e pera", il venerdì Lady's night, il sabato il giro del mondo in 80 cocktail. Venerdì scorso il Merlin era strapieno, nonostante il delitto ancora fresco. Nonche a Meredith non si pensasse più: un'occhiata a Matrix che sioccupava del giallo di studenti gliela davano. Con lo shottino in mano.
continua...
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