PASSAPAROLA
"Un Paese che perde pezzi di democrazia"
Così l'Italia secondo i giornalisti stranieri
Si intitola "L'Italia s'è mesta" il nuovo libro di Mariano Sabatini. Un ritratto del Paese attraverso lo sguardo dei cronisti che ne scrivono dall'estero. Parlano le firme di prestigiosi quotidiani, periodici e tv. "Siete sull'orlo di una crisi di nervi"
di SILVANA MAZZOCCHI
Mariano Sabatini
QUASI tutti i corrispondenti stranieri che ogni giorno raccontano il nostro Paese sui loro giornali pensano che l'Italia di Berlusconi sia un'anomalia nello scenario delle democrazie occidentali. E sebbene ci vedano anche attraverso la lente un po' limitata dei luoghi comuni sia negativi che positivi, tipo mafia e buon cibo, sole e corruzione, creatività e buon carattere, sanno offrire di noi una fotografia stimolante e vicina alla realtà che non nasconde le ombre del presente e che, nel contempo, sa riconoscere le luci che ci appartengono. Come se dicessero: attenzione, anche se l'abisso è vicino, tutto è ancora possibile per un sistema democratico come quello italiano, magari a rischio, ma nella sostanza solido e ben radicato.
A parlare questa lingua sono i protagonisti di L'Italia s'è mesta (Giulio Perrone editore), il nuovo libro di Mariano Sabatini, giornalista e scrittore d'esperienza che, attraverso lo sguardo dei giornalisti di altri luoghi, ridisegna il nostro paese così come appare all'estero, ovvero sull'orlo di una crisi di nervi. A offrire a Sabatini "le parole per dirlo" sono le firme di prestigiosi quotidiani, periodici e tv, tra cui compaiono quelle di The Herald, Business Week, El Mundo, Le Figaro, Cnn, Bbc, Frankfurter Allgemeine Zeitung. Ed ecco, a pioggia, il loro giudizio su Berlusconi e sul Berlusconismo e, accanto, il disincantato parere su un'opposizione "debole e con troppe divisioni" interne. E ancora, lo stupore per come gli scandali sessuali che coinvolgono il premier siano tutto sommato tollerati e metabolizzati, le critiche sulla faziosità di certi tg, sull'esagerata attenzione che il nostro giornalismo riserva alle opinioni mentre davvero troppo poco concede ai fatti, un rovesciamento di priorità che in tv finisce per trasformarsi in informazione lottizzata. E poi, la poca attenzione alla cultura, i tagli che la umiliano, la crisi della scuola e dell'Università.
Quanto ai giornalisti italiani poi, i loro colleghi d'oltre confine pensano che usino in modo spropositato le intercettazioni telefoniche che restano sì uno strumento insostituibile e dunque da salvaguardare assolutamente, ma per le indagini della magistratura, e non da abusare sui media. Una lettura consigliabile L'Italia s'è mesta. Sottolinea Sabatini che siamo in un momento in cui dagli interessati al silenzio arriva il suggerimento a non leggere i giornali. Ecco, un libro così può aiutare a uscire dal sonno.
L'Italia in poche righe, secondo i giornalisti stranieri?
"Un Paese che perde ogni giorno pezzi di democrazia, per i continui attentati alle istituzioni e alla Costituzione, da cui si genera la mestizia evocata nel titolo. Ma se l'Italia non è più desta perché dell'elmo di Silvio s'è cinta la testa, il mio libro non si lascia pervadere dal pessimismo ed è mosso semmai da uno spietato realismo. Mira a risvegliare la voglia di esserci, rimanere qui, lottare per mantenere certi spazi di libertà. L'abulia, la rassegnazione, la distrazione dinanzi ai tanti motivi di indignazione che l'attuale governo ci fornisce sono gli aspetti degli italiani che lasciano maggiormente sbigottiti i colleghi stranieri. Come è possibile che con gli scandali sessuali che hanno eco internazionale, il Lodo Alfano, la tv ostaggio di una sola parte politica, le tante leggi ad personam e la crisi economica in atto, una consistente fetta di Paese continui a sostenere Berlusconi? Per le firme della stampa estera che ho interpellato è poco meno di un mistero glorioso. Bisogna poi vedere, al di là dei sondaggi di analisti compiacenti, se sarà ancora così a lungo. Qualcosa forse sta cambiando, a giudicare dalle reazioni degli studenti in questi giorni. L'ebollizione sta raggiungendo l'acme, pare".
Che cosa ammirano e che cosa criticano degli italiani?
"I luoghi comuni, gli stereotipi la fanno da padrone. Ci sono quelli positivi - il buon cibo, il sole, il carattere mite degli italiani, per lo più amichevoli, il genius loci - e quelli assai negativi - le mafie, l'attitudine alla corruzione, il razzismo strisciante. Vale la pena tenersi stretti i primi e riflettere sugli altri, in ogni caso è raccomandabile una certa umiltà nell'accogliere lo sguardo di chi per mestiere riverbera quotidianamente la nostra immagine oltre i confini nazionali. Abbiamo davvero bisogno di guardarci con gli occhi degli altri, dopo tanto tempo trascorso ripiegati su noi stessi, e se le pupille sono quelle dei corrispondenti esteri, in un periodo in cui il premier va ripetendo la sciocchezza che non bisogna leggere i giornali, mi sembra una salutare presa di coscienza. Se Mrs Stenhouse, firma di The Herald, si rammarica per la rovina di Pompei e il ministro Bondi si schermisce io tendo a prestare fede alla prima. Se Marcelle Padovani del Nouvel Observateur, dopo il caso Ruby, propone delle prostitute di Stato non la trovo una provocazione ispirata alla fantapolitica. Quando Wolfgang Achtner lancia l'idea di chiudere la Rai, bloccata dalle segreterie di partito, e mandare tutti a casa, non me la sento di considerarlo un folle".
Un episodio particolare raccontato da uno di loro sul nostro Paese?
"Tanti, difficile sceglierne uno. Tutti o quasi si lamentano della burocrazia asfissiante, del razzismo che si insinua subdolamente nelle pieghe di un'ignoranza asinina. A Elisabetta Piqué, corrispondente argentina per La Naciòn, è successo di dover fronteggiare le domande di addetti dell'aeroporto di Roma ottenebrati dall'ignoranza. Era andata a partorire nel suo Paese: in partenza le chiedevano perché mai avesse scelto di fare il bambino lì, senza neppure sapere quale lingua si parli in Argentina, al ritorno le chiedevano con una sensibilità impareggiabile se non lo avesse adottato. Ad Abano la statunitense Kathryn Carlisle, che scrive per Business Week, è stata scambiata per una polacca e le è stato chiesto se non avesse un'amica disposta a fare pulizie per il solo fatto di avere un accento straniero".
Mariano Sabatini
L'Italia s'è mesta
Giulio Perrone editore
pag 172, euro 11
(02 dicembre 2010) © Riproduzione riservata
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