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Venezia. "Saldi finti": i commercianti
aumentano i prezzi prima dello sconto
Portogruaro, multati negozi fotografati prima dell'inizio delle
svendite. Per i cittadini è quasi impossibile dimostrare la truffa
di Paola Vescovi
VENEZIA (8 gennaio) - C'è chi si è difeso tirando in ballo la crisi - capro espiatorio che va per la maggiore di questi tempi - quasi fosse un "legittimo" lasciapassare. E invece si trattava di un raggiro bello e buono. L'operazione "Saldi finti" condotta dalla Guardia di Finanza nei negozi del centro di Portogruaro ha portato a scovare promozioni irregolari in sei negozi su venti, ai quali sono state applicate sanzioni amministrative comprese fra i 500 e i tremila euro.
Il trucchetto era questo: gonfiare il prezzo originale e applicarci la percentuale di sconto che in realtà era del tutto fasulla, facendo invece credere al consumatore di fare un affare. Gli uomini della Guardia di Finanza, coordinati dal tenente Daniele Mannara, sono riusciti a smascherare l'inganno effettuando un monitoraggio durante la settimana che precedeva il via ai saldi: «Abbiamo fotografato le vetrine di molti esercizi situati per lo più nel centro storico di Portogruaro - spiega il tenente - e la stessa operazione è stata poi ripetuta il 6 gennaio, quando ormai tutti proponevano la propria merce in saldo. Il confronto tra i prezzi praticati con e senza saldo ha smascherato il raggiro: i prezzi dei prodotti in occasione dei saldi, soprattutto nel settore dell'abbigliamento e delle calzature, erano stati appositamente "gonfiati" in modo che, applicando la percentuale di sconto pubblicizzata, il prezzo finale scontato risultasse di fatto equivalente a quello in precedenza praticato o, addirittura, superiore». In questi casi, per aver violato l'articolo 15 della cosiddetta legge sul commercio, in base al quale le vendite promozionali sono tali se offrono condizioni favorevoli, reali ed effettive, di vendita dei prodotti, le sanzioni previste partono da un minimo di 516 euro ad un massimo di 3.098.
Ai consumatori a caccia di occasioni, pertanto, la Guardia di Finanza raccomanda di fare la massima attenzione, benché un modo concreto e provante per scovare il raggiro in realtà non ci sia, a meno che del capo sul quale abbiamo puntato gli occhi non ci fossimo segnati il prezzo prima dei saldi. «Ai cittadini consigliamo di non farsi convincere dalla percentuale di sconto - aggiunge il tenente - ma di prestare attenzione al rapporto qualità-prezzo del capo che sono intenzionati ad acquistare».
"Saldi finti" è una operazione-pilota messa a punto dalla tenenza di Portogruaro (la competenza diretta è della Polizia Locale) che annuncia l'intenzione di volerla ripetere anche in occasione del prossimo ciclo di svendite, previsto per la prossima estate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Come al solito
Tanto poi se la cavano con una multa di qualche centinaio di euro nemmeno sufficienti a rimborsare a noi tutti le ore di lavoro perse dalle forze dell'ordine per scoprire la truffa.
Perchè non si comincia a ritirare la licenza a vita a quei negozianti disonesti e la cancellazione dal REC in maniera tale che non possano più nuocere a nessuno?
A già i commercianti fanno parte di una lobby non indifferente quindi più di tanto non si può infierire
commento inviato il 08-01-2011 alle 20:38 da angelo
E gli OUTLET??
Concordo che i SALDI sono una...fregatura sia per i negozi in centro MA ANCHE GLI OUTLET...mi vien da pensare che siano "manovre" fatte ad HOC ai soli commercianti dei negozi "tradizionali", visto che in questi giorni TV e giornali NON FANNO ALTRO CHE PUBBLICIZZARE GLI OUTLET
-----redazione non censurate grazie----
commento inviato il 08-01-2011 alle 20:20 da luk
Ma quali saldi?
Concordo pienamente con nonnomilli.
Ho proprio la sensazione che la maggior parte dei commercianti, considerando che ormai tantissimi clienti preferiscono spostare gli acquisti durante i periodi di saldi e quindi il grosso delle vendite avverrà in questa fase, si premuniscono bene quando applicano il primo prezzo con ricarichi esorbitanti (noi non sapremo mai qual'è la % di ricarico). Se riescono a vendere prima dei saldi, tutto di guadagnato alla faccia dei gonzi di turno, se invece smaltiscono la merce durante i saldi sono costretti, poverini, a guadagnare quello che rientrerebbe nell'onestà e forse ancora qualcosa in più: sicuramente non ci rimettono mai perchè altrimenti potrebbero benissimo dichiarare che i prezzi sono sottocosto, ma in questo caso le regole e i controlli sono più severi.
A questo punto dove sta il vantaggio per il cliente? Lasciamo pure che qualcuno si illuda.
commento inviato il 08-01-2011 alle 19:23 da Ardito
niente di nuovo...finalmente li multano
quando ero studentessa ho lavorato, stagionale, in un negozio di abbigliamento...e parlo di circa 25 anni fa...per le svendite il titolare del negozio ha fatto esattamente la stessa cosa: gonfiato i prezzi e poi ridotti. Alcuni capi costavano addirittura di piu' in svendita.
Mi rincuora leggere che la guardia di finanza finalmente fa i controlli e suggerisco di concentrare i controlli nei luoghi di villeggiatura dove i clienti cambiano ogni 1 o 2 settimane ed e' molto piu' facile farli fessi.
Il tutto alla faccia dell'etica e della onesta'!
commento inviato il 08-01-2011 alle 19:23 da laura
Se cominciamo ad indagare bene...
Si parla di prezzi come fa Nonnomilli? Bene, se conoscete qualche confezionista terzista (ce ne sono ancora da noi anche se i cinesi li stanno spiazzando) scoprirete che capi firmatissimi costano un niente all'origine. Molti anni fa conoscevo una signora che mostrava ai clienti a casa sua i capi con l'etichetta della prestigiosa griffe, che poi toglieva al momento della vendita ad un prezzaccio. Se si comincia a ragionare così non c'è limite. Andate da qualche coltivatore diretto e comprerete la stessa frutta del vostro fruttivendolo ad un niente, al confronto. Anche un mio amico (bancario) accompagnò un suo cliente negoziante da un grossista e dallo stock di loden acquistati riuscì a farne saltare fuori uno bellissimo a prezzo ridicolo. Se con qualche gabola riuscite ad avere accesso a grosse forniture anche di alimentari, spigolando qua e là pagherete prezzi da grossista anche su pochi cartoni realizzando risparmi colossali. Il fatto è che poi queste scorciatoie economiche ed esistenziali tendono a ritorcersi contro di te. Un giorno si scopre che anche il tuo lavoro può essere bypassato. E allora non ti va più bene. E che c'è qualcuno disposto a farlo per metà, e ti va ancor meno bene. Oppure che è del tutto inutile e puoi essere considerato solo un costo. E allora sono proprio cavoli amari. Nell'enorme filiera del lavoro nei passaggi c'è sempre chi guadagna, quando troppo quando troppo poco. E si tende a pensare che solo il tuo sia il lavoro nobile e meritorio.
commento inviato il 08-01-2011 alle 19:22 da Ennio
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Il treno
1 giorno fa
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