da: Ilgazzettino.it

Strage in caserma/ Al setaccio il pc e
i cellulari per capire l'odio fra colleghi
Si cercano messaggi o scritti sui rapporti fra comandante
e appuntato. Ieri un falso allarme sulla diffusione dei video
di Laura Lorenzini
ROVIGO - Al setaccio computer e telefoni. Si cercano scritti, appunti, messaggi. Qualsiasi cosa che possa spiegare il perché di un’assurda tragedia che ha distrutto due famiglie e sconvolto un intero paese. La Procura lavora a 360 gradi per capire che cosa abbia fatto scattare il black out nella mente dell’appuntato Renato Addario, che lunedì scorso ha ammazzato il comandante Antonino Zingale e la moglie Ginetta Giraldo nella caserma di Porto Viro.
Ventuno secondi, registrati dai filmati, scanditi da tre colpi della pistola d’ordinanza calibro 9: uno alla nuca contro il luogotenente, un altro identico per la donna e infine uno in bocca per se stesso. Oggi il sostituto procuratore conferirà l’incarico dell’autopsia sui tre cadaveri al medico Silvia Bavaresco. Forse non basterà una giornata a eseguire l’esame, che si svolgerà all’ospedale di Adria, ma i parenti delle vittime hanno comunque fissato i funerali.
Venerdì alle 16.30, a Porto Viro, si svolgeranno quelli di Zingale e della moglie, che verranno sepolti nel cimitero di Arzergrande (Padova). Lunedì seguiranno quelli dell'appuntato Renato Addario. Ieri intanto la Procura ha assegnato la consulenza per analizzare il computer personale dell’appuntato, che si trovava nella sua abitazione.
Si cercano lettere o documenti che possano spiegare lo stato di malessere che covava dentro di lui. Una miscela micidiale di rancore e risentimento che ribolliva contro il suo superiore, con il quale, come sta emergendo da testimonianze di familiari e voci nell’ambiente, i rapporti erano diventati tesi e conflittuali. E se nell’Arma si nega l’esistenza di provvedimenti disciplinari o ipotesi di trasferimenti coatti, gli accertamenti mirano a cercare la molla che ha fatto scoppiare, come una pentola a pressione, un contenitore incandescente. Uno sfogo, un file, una mail. Un’operazione identica che verrà effettuata sui cellulari dei carabinieri, sequestrati, alla ricerca di messaggi rivelatori.
E ieri, per qualche ora, i due video agghiaccianti che ritraggono l’esecuzione in diretta sono stati al centro di un giallo. Si è sparsa infatti la voce che il "reality mortale" stesse girando su Youtube. La morte data in pasto al web, come un macabro spettacolo. Fibrillazione in Procura, con Longhi pronto ad aprire un altro fascicolo. Stavolta per violazione del segreto istruttorio. È bastata qualche verifica per allontanare l’incubo: in rete ci sono solo ricostruzioni giornalistiche e reportage sul massacro. E l’allarme è rientrato.
Dai filmati e dalle testimonianze, intanto, trapelano nuovi particolari che scandiscono con chiarezza gli ultimi movimenti di Addario e Zingale. L’appuntato, lunedì, viene visto in Comune alle 13.30. Poi va in mensa con i commilitoni. Mangiano panini, lui ride e scherza. Anche se qualcuno ora ricorda: «Quel giorno Renato era un po’ ombroso». Poi riprende il turno da piantone. Zingale entra in caserma alle 15 e va nel cortile sul retro a lavare l’auto.
Alle 15.11 cosa succede lo dicono le telecamere esterne: Addario esce nel cortile. Si avvicina al comandante. I due parlottano per 4 secondi. Dal labiale sembra che Addario dica una cosa del tipo: «Che fa, lava la macchina?». L’altro gli risponde qualcosa. La gestualità non è concitata. Non litigano. Parlano tranquillamente. Poi Addario rientra. E alle 15.21 esce di nuovo. Stavolta punta sicuro alla piccola rimessa a sinistra. Forse carica la pistola. Quindi si dirige deciso verso Zingale, che pulisce il cofano. Gli punta l’arma e gli spara alla nuca. Lo stesso farà qualche istante dopo, con la moglie Ginetta. Per poi compiere il terribile harakiri.
Giovedì 04 Ottobre 2012 - 17:53 Ultimo aggiornamento: 19:47
COMMENTI (3) Scrivi
I superiori
La colpa è solo dei superiori, (un colonnello percepisce tra stipendio, indennità, fogli di viaggio e straordinari fissi circa €. 3.500,00 -3.800,00 mensili e NON intervengono quasi mai, spesso fregandosene, è una Vergogna) non è possibile che certe cose non si sappiano, con la gerarchia che regna nell'arma. Fatti del genere sono presenti in tutte le caserme, e poi la cosa più assurda e che l'indagine è affidata proprio a loro, così le cose andranno come devono andare...
I colleghi saranno già stati avvisati.....,chi deve capire... capisce, povera Italia e poveri carabinieri....
commento inviato il 04-10-2012 alle 19:50 da Roby
mmmmmmmmmm
Gia' uno che si lava la macchina sua in caserma non mi piace molto.La moglie sistemava dei fiori.Ma abitavano li?
commento inviato il 04-10-2012 alle 19:18 da Antonio
......????......
cosa c'è da capire? non andavano d'accordo e dovevano lavorare assieme, questo era il problema. Quando succedono questi fatti il problema è sempre questo.
commento inviato il 04-10-2012 alle 18:58 da Giuliano
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