Milano, una ricetta londinese / 3.
29 milioni... I visitatori attesi in Italia per l'Esposizione universale del 2015.
86 i voti favorevoli alla candidatura di Milano, contro i 65 per Smirne.
70mila i posti di lavoro che verranno creati in funzione dell'evento.
10 per cento; l'aumento del fatturato atteso dalle aziende interessate dall'Expo.
20 miliardi i finanziamenti che verranno impiegati per l'organizzazione dell'Expo.
"Chiamparino: C'è una cosa che l'Olimpiade recente a Torino le ha lasciato e che si sente di riversare come contributo su Milano?"
Chiamparino: Un grande evento deve essere inserito in linee di governo, sviluppo e trasformazione del territorio, che poi permettono un'utilità futura. Il nostro villaggio olimpico si è trasformato per metà in edilizia sociale e per metà in edilizia universitaria. Negli impianti è stata privilegiata la polivalenza, per avere un utilizzo futuro nella convegnistica. Ma soprattutto credo, come dice Squinzi, che questa sia l'occasione per far diventare ordinari elementi straordinari in ambito delle opere pubbliche. Penso ai tempi e più chiaramente a una revisione responsabilizzante della legge Merloni.
"Non esiste progetto senza rischi. Per esempio quello di duplicazioni con istituzioni già esistenti. L'Agenzia europea per l'alomentazione di Parma, l'Istituo italiano per la tecnologia a Genova..."
Maroni: Sì, il rischio esiste. Ma se si tiene conto dell'esistente, del territorio su cui ci si inserisce e si sfrutta la vetrina dell'Expo per mettere in mostra le cose che l'Italia sa fare, ecco che l'occasione diventa interessante".
Chiamparino: Il rischuio è quello di non dare una fisionomia precisa al grande sistema urbano del Nord-nordovest. E' quello di farci travolgere dall'individualismo tipico dell'Italia, mentre invece vanno trovati momenti di mobilitazione comune, facendo leva anche sull'orgoglio per realizzare una grande vetrina capace di parlare a tuto il mondo.
Squinzi: Il nodo principale del Paese oggi è la complicazione organizzativo-burocratica, Se non lo sciogliamo ci avviamo verso un lento e sicuro declino. Questo è il pericolo. Non basta un commissariamento. L'Expo ci obbliga a considerare e a cogliere queste opportunità di crescita e semplificazione per l'intero Paese.
Fonte: "Il Corriere della Sera, inserto Economia", ediz. di lunedì 7.4.2008.
Intervista a Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino; Roberto Maroni, Capogruppo Lega Nord alla Camera; Giorgio Squinzi, Vicepresidente di Confindustria.
l'accisa
5 ore fa
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