"L'Expo sarà l'occasione di ritornare a una leadership milanese, come fu nel dopoguerra, o il modello da costruire deve essere un altro, magari coinvolgendo i diversi nord?"
Squinzi: Non credo sia negli obiettivi quello di far svettare Milano, preferisco pensare a una forte integrazione tra le realtà già presenti nel territorio.
Chiamparino: Non facciamoci ingannare dagli slogan o dai modelli che hanno funzionato altrove. Londra è un grande sistema urbano, ma è capitale politica ed economica. Per Milano non è così, il policentrismo su cui si è sviluppata l'Italia deve indurre a ripercorrere una strada dove tra le varie città interessate si sviluppi un aintegrazione e una competizione. Squinzi ha ragione quando dice che le varie infrastrutture immateriali non sono tutto. Io dico che i bisogni della gente, a cui la politica deve dare una risposta, non si esauriscono con la sola realizzazione delle infrastrutture.
Maroni: Sì, Milano vive un dualismo non virtuoso con Roma, per questo l'idea è quella di sviluppare una capitale reticolare, dove non tutte le agenzie governative vengono concentrate nella Capitale, con Milano centro non solo di affari - come tutto il Nord - ma anche di cultura, sport, volontariato, in grado di trasformarsi in un riferimento per tutta l'Europa che sta sotto le Alpi...
"Gli investimenti per reaslizzare tutto questo sono per oltre il 70 per cento di natura pubblica. Ritenete che l'impresa privata andrà a affiancare il pubblico su quanto si andrà a realizzare?"
Maroni: Fermarci al conto entrate e uscite non basta, qui si realizzano investimenti che si rifletteranno negli anni futuri. Il sindaco Moratti ora ha tre mesi per stabilire budget, progetti e legge speciale. Poi, i privati arriveranno.
Squinzi: C'è già un segnale preciso e netto: all'interno di confindustria si è composto, sotto lo stimolo di Assolombarda e della Camera di Commercio di Milano, un gruppo che ha già raccolto dei fondi e messo a disposizione dell'organizzazione. Questo, ancor prima del verdetto di Parigi. Sulla volontà delle imprese di esserci non ci sono dubbi. Sugli investimenti, invece, è vero che il bilancio deve quadrare, ma questo è un investimento sul futuro dell'Italia, con interessi che si diffonderanno su un raggio di 200 kilometri da Milano. Se sono previsti 29 milioni di visitatori, significa che ogni giorno ci saranno 160.000 persone in più che graviteranno nellìarea. Non so come potremmo gestire tante presenze se non metteremo mano alla realtà attuale.
Maroni: Credo vada guardato anche il prossimo Expo, Shangai 2010, in una delle aree a maggior sviluppo oggi nel mondo. Milano deve avere le stesse ambizioni, deve sviluppare una progettualità alta, ambiziosa.
"Ma cosa intendete nei fatti con l'ambizione dei progetti?"
Squinzi: Il tema dell'Expo è dichiarato. Fornire un modello di sviluppo sostenibile per tutto il mondo, con particolare riferimento all'alimetntaziome.
"Ma cosa bisogna fare?"
Maroni: Realizzare un centro mondiale per lo sviluppo e lo studio dell'agricolturae della biodiversità. Concentrare a Milano i laboratori di ricerca industriale, investire qui per avere ricadute in favore di Paesi terzi.
Squinzi: In diverse zone dell Francia la banda larga a 100 mega è una realtà diffusa, ormai assodata. Qui da noi, invece... La mia azienda, cohe oggi produce in 24 paesi, non avrebbe avuto la crescita che oggi ha avuto se non ci fosse stata l'ICT. E lo dico da imprenditore...
Chiamparino: Penso a tecnologie ambientali e per la salute. A questioni ancora aperte, come gli ogm, che attraversano trasversalmente gli schieramenti politici.
Refuso.
Intervista a Sergio Chiamparino, sindaco di Torino; Roberto Maroni, Capogruppo
Lega Nord alla Camera; Giorgio Squinzi, Vicepresidente di Confindustria.
Fonte: Il Corriere della Sera, ediz. di lunedì 7 aprile 2008.
l'accisa
5 ore fa
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