L'Expo come grande occasione di modernità. E' questo il denominatore comune che Sergio Chiamparino (sindaco di Torino), Roberto Maroni (capogruppo Lega Nord alla Camera) e Giorgio Squinzi (presidente di Federchimica), si sentono di attribuire all'appuntamento del 2015.
Un acceleratore dei processi, che vanno dalle grandi infrastrutture materiali (l'Alta velocità-Alta capacitàferroviaria sugli assi Torino-Trieste e Verona-Roma; un ruolo che non può essere marginale per lo scalo aeroportuale di Malpensa), alle infrastrutture immateriali quali la banda larga; dal rapporto con la ricerca e la cultura fino a una nuova metropoli diffusa, una Milano stile Londra, insomma, i cui confini trascendano i recinti amministrativi e arrivino a riverberare da Torino a Trieste, mettendo in concorrenza e in collaborazione le esistenti eccellenze del territorio, senza scordare i problemi di coesione sociale.
"Cosa può rappresentare l'occasione dell'Expo?"
Chiamparino: Credo che si tratti di una grande opportunità per ridisegnare l'intero sistema urbano di una zona molto importante per l'Italia. Noi come Torino abbiamo firmato un accordo di sostegno al progetto del sindaco Moratti e di impegno su temi comuni - penso alla nostra scadenza di Torino 2011 per i 150 anni dell'unità d'Italia - che adesso siamo pronti a ribadire.
Maroni: E' una grande occasione da sfruttare. Le occasioni capitano una volta ogni tanto e si possono sfruttare bene o sfruttare male. Questa non deve essere sciupata.
Squinzi: E' un'opportunità non solo per Milano e la Lombardia, ma per tutto il Paese. A Milano hanno sede oggi 2.900 imprese estere e 3.500 imprese milanesi lavorano con una struttura all'estero coinvolgendo 254 mila dipendenti. Ma sarà un'occasione soprattutto per semplificare il nodo burocratico-amministrativo che sta legando il Paese. Sciogliere quel nodo sarà un'occasione per rilanciare la crescita dell'Italia. Perchè se pensiamo di gestire l'Expo 2015 con le regole vigenti non andremo da nessuna parte.
"Una cosa concreta che vorreste vedere realizzata da qui al 2015?"
Chiamparino: L'Alta velocità ferroviaria. Penso a un avviamento dell'integrazione sul piano europeo e alla completa integrazione della rete tra Torino, Milano, Verona, Firenze e Roma.
Maroni: Le infrastrutture sicuramente, per garantire i collegamenti. Ma penso all'alta velocità, a un ruolo centrale per l'aeroporto di Malpensa e, su un livello più localistico e anche più emotivo, la riapertura dei Navigli a Milano.
Squinzi: La Milano città d'acque piace anche a me, ma guardo a Malpensa. Penso a quell'aeroporto come a un nodo centrale per lo s viluppo del Paese. Uno strumento necessario per tutte le imprese della zona.
Chiamparino: Sì, Malpensa è importante, ma soprattutto in questi giorni vorrei distinguere il futuro di Malpensa da quello di Alitalia e di Ait France. Affidiamo al mercato il compito di disegnarne il futuro...
l'accisa
6 ore fa
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